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DIALOGO FRA DUE EMIGRATI IN BELGIO
TRATTO DALLE TESTIMONIANZE DI ZIO POLDO E TANARA CARLO

ZIO POLDO "Ma davvero tu sei Carlo, il figlio della signora Lina, che aveva la pensione trattoria vicino a Charleroix?... intorno agli anni '50…?"

T.CARLO "Sì, son proprio io, si ricorda che veniva a mangiare da noi?... E' facile, mia madre aveva 40 pensionanti, soprattutto minatori italiani… un po' perché era unabrava cuoca, un po' perché non era facile trovare dei locali dove gli italiani fossero ben visti dai Belgi…"

 

ZIO POLDO "Eh, lo so bene, li ho visti spesso i cartelli NE' ANIMALI NE' STRANIERI, quando cercavo un locale in affitto, per togliermi dalla baracca… comunque poi mi sono abituato e ho fatto anche famiglia, sono rimasto li'"

T.CARLO "Anche noi, siamo tornati dopo tanti anni, io praticamente sono cresciuto con il sistema belga, andavo a scuola e mi fornivano i libri, penne, quaderni, cartella e alle 10, al mattino, un quarto di litro di latte da bere subito lì e me lo ricordo perché mi piaceva tanto, però i miei mi hanno insegnato la vita del nostro paese, Badìa Calavena, provincia di Verona, e tenevano piti, galline, maiali…sul retro della trattoria c'era anche il campo da bocce… oltre il francese ho imparato il dialetto veneto…"

 

ZIO POLDO "Io sono andato che ero più vecchio, è stata dura sulle prime,ho dovuto imparare il francese alla scuola serale,ma poi ho visto che mi piaceva studiare e bisogna dire che li' ho avuto la possibilità! Ho preso il diploma di elettrotecnico, così son risalito dalla miniera alla officina, alla luce, è stata tutta un'altra vita!"

T.CARLO "Una volta che sono riuscito a entrare in miniera, ero ancora piccolo, i minatori avevano le facce così nere che non riconoscevo le persone, son tornato su impressionato"

ZIO POLDO "E nere erano le case…che passavano la mattina presto a lavare i muri con le autobotti, tanto la polvere di carbone si depositava dappertutto… oltre che nei polmoni!"

T.CARLO "… e le lenzuola che mia madre stendeva a quel poco di sole, le tirava su …nere! mio cognato è morto di silicosi… per non parlare di quelli che sono rimasti sotto, là, a Marcinelle… quel giorno mi ricordo che noi avevamo visto il fumo, da dove eravamo, e abbiamo avuto un brutto presentimento…"

 

ZIO POLDO "Comunque in Italia c'era talmente tanta miseria che alla fine posso dire di aver vissuto meglio in Belgio… a casa mia, nella bassa padana, a Campagnola Emilia, c'era della gran nebbia e poco da stare allegri e mi sembrava che eravamo tanto poveri, ma ho conosciuto dei Veneti, veh, come te… beh,alcuni mi sembravano ancora più poveri … mia sorellina, una volta che glielo ho detto, non ci voleva credere… ma come fanno a essere più poveri di noi, che non abbiamo niente!

 

"T.CARLO "Eh, sì, la miseria veneta è passata nella storia…per fortuna che a noi è andata bene… quando siamo tornati in Italia,abbiam comprato casa e riunito la famiglia… ma io mi sono trovato un po' solo… là, ci ho lasciato gli amici…" . . . .

 

Per contattarci: canzoniere@canzonieredelprogno.it

 

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