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La ricerca e le testimonianze recuperate

È per la tenacia e passione che in questi anni ci ha accompagnato in un continuo crescendo di esperienze e conoscenze, che vivrà nei nostri cuori e nelle pagine di questo sito internet parte della memoria popolare che ci è stata tramandata.

 

 

DI SEGUITO PARTE DEL PREZIOSO TESORO DELLA TRADIZIONE ORALE RECUPERATO DALLE NOSTRE INTERVISTE-RICERCHE E SUDDIVISO PER ARGOMENTI:

 

Canti e musiche della tradizione ›››

Casa ›››

Conte e filastrocche ›››

Emigrazione ›››

Favole e storie ›››

Guerra ›››

Indovinelli ›››

Lavoro ›››

Giochi ›››

Metodi curativi naturali ›››

Preghiere ›››

Proverbi e modi di dire ›››

Proverbi del mondo contadino e dei santi ›››

Riti ›››

Racconti ed esperienze di vita quotidiana ›››

 

 

Ad ogni singolo canto, racconto o testimonianza abbiamo scelto di inserire una breve nota descrittiva e il nome della persona che ci ha fornito il materiale, non solo per certificarne l'autenticità, ma anche perché rimanga traccia degli informatori e dell'incontro con loro avvenuto. Incontro che non è per niente facile o scontato; innanzitutto occorre trovare chi va oltre al ricordo delle prime canzoni di San Remo, poi è necessario entrare un po' in confidenza, fare più di una visita e in questo modo, piano piano, i ricordi riaffiorano alla memoria.

Andare per esempio dagli amici di Castiglione di San Michele è sempre emozionante.
Ogni volta è un vero filò: ci si siede intorno ad un tavolo e c'è chi racconta un proverbio, chi una filastrocca o un indovinello, poi si fa un canto e dopo la Maria tira fuori il quadernetto dove da qualche tempo ha iniziato ad annotare le preghiere e le storie che fin da piccola le ha insegnato sua nonna Erminia.
E Lidia, la nostra Lidia, che abbiamo incontrato a Cellore e da subito ci ha incantato con i racconti di quando da piccola ascoltava il padre scarparo cantare nella bottega a Sant'Andrea. Lidia è stata per anni una voce importante nel nostro gruppo, la ricordiamo sempre con grande affetto.
Quando invece si andava dal Ginepro e el scominsiava a contarne de quelo che 'l combinava da bocia su a San Bortolo o quando si va dalla Elda a Tregnago e la taca a parlare, si sa a che ora si arriva, ma non a che ora si viene via…
Dai Ortolani po' l'è sempre na goduria: Ernesto e Giovanna in quarant'anni di bottega in piazza a Illasi ne han viste e ce ne raccontano di tutti i colori.
Molte anche le canzoni che insieme ci hanno cantato la Maria Zago e l'Angelina Bee alla casa di riposo di Illasi che da anni frequentiamo.
Fonte preziosa è stato anche Gianni Salata. Da ogni incontro nella sua taverna a Grezzana si tornava a casa belli carichi di canzoni. Il caretiere l'è un bel mestiere s'ciocar la scuria sensa pensier… è un canto che sempre Giovanni Salvagno ci cantava, sentendolo suo visto che anche lui da giovane aveva fatto il carrettiere.

 

 

 

DALLA RICERCA sono inoltre nate le nostre videostorie su youtube, i vari incontri a tema, la discografia musicale, libri sulla tradizione orale e il manuale dei canti popolari.

Le interviste e la ricerca che per anni abbiamo abbiamo effettuato erano finalizzate al recupero e pubblicazione della cultura orale in particolare del territorio della Valle d'Illasi e del veronese.
Per "cultura" intendiamo tutte le attività umane e precisamente: (dal vocabolario) complesso di cognizioni, tradizioni, procedimenti tecnici, tipi di comportamenti e simili, trasmessi e usati sistematicamente, caratteristico di un dato gruppo sociale, di un popolo o dell'intera umanità.

 

Approfondendo questo discorso, si potrebbe anche scrivere un'altra storia, una storia mai scritta..., una storia fatta di memorie, del ricordo di esperienze vissute in prima persona dai nostri nonni e dai loro genitori.
Alle classi sociali popolari raramente viene concessa la possibilità di dare la propria versione dei fatti.

Le persone che abbiamo intervistato sono anziani nati o lungamente vissuti nel territorio veronese, mentre il periodo storico è prevalentemente fra fine '800 e inizi del 1950, prima cioè dell'avvento della televisione e del boom economico che hanno fortemente cambiato il nostro modo di essere e la nostra vita.

Attraverso la ricerca vengono a galla le vicende personali. Vengono messe in luce eloquentemente le condizioni di vita della famiglia, della donna, la dura fatica, l'istruzione negata, la separazione per l'emigrazione, la guerra....

Pensiamo, per esempio, alle parole ormai perse, desuete, come quelle del mondo magico. Parole che infarcivano il parlare e con le quali tutto diventava velocemente comprensibile senza la necessità di approfondire concetti.
Per descrivere una persona grossa e impacciata nei movimenti bastava dire che era un troll. Sappiamo che il troll era una creatura fantastica, folletto notturno, grosso, peloso e con la coda, dall'aspetto temibile ma innocuo ed ingenuo.
Per ottenere la pronta obbedienza del bambino bastava dirgli: vieni via che c'è il babào. Chi l'ha mai visto 'sto babào brutto e irto di peli, vestito di stracci con una siepe in testa e con un lungo cappello rosso a cono.

"Senti che basadòne" (baciadonne) se tirava una frizzante brezza da sud che faceva presagire l'arrivo della bufera. Il basadone trasportava le creature invisibili.
Quante parole dimenticate perché appartenenti a strumenti o attività scomparse: come quella di tostare l'orzo con la "bala" passata sul fuoco. Lavoro lasciato fare ai bambini: i bambini venivano coinvolti in ogni attività della casa, del cortile e dei campi e così acquisivano conoscenze e capacità, quelle tramandate da sempre.
Perdendo le parole abbiamo perso anche il loro significato; mutando gli attrezzi per il lavoro e per la casa abbiamo dimenticato il loro nome e utilizzo…

 

 

 

Sono molte le cose che possiamo raccontare e mostrare alla gente ed è in questo modo che per anni abbiamo trasformato i nostri incontri da spettacoli a cultura.

La ricerca è stata realizzata seguendo dei criteri prestabiliti.
Uno dei parametri da utilizzare è il territorio, noi ci siamo concentrati in una particolare area del veronese, la Valle di Illasi e le valli limitrofe comprese tra la Valle di Squaranto e la Val d'Alpone.


Il territorio è ben riconoscibile guardandolo nell'aspetto orografico (Bacino del Fibbio e Bacino Tramigna-Alpone) cioè tramite i suoi torrenti e loro affluenti: Progno Squaranto, Torrente Fibbio, Progno di Marcellise, Progno di Mezzane, Progno di Illasi e Valli di Rivolto, Tramigna, Alpone. Politicamente il territorio è compreso tra: San Martino Buon Albergo, Montorio, San Rocco,Velo Veronese, Giazza, Campofontana, San Bortolo, Bolca, Vestenanova, San Giovanni Ilarione, Montecchia di Crosara, Soave, Caldiero.

 

Il testimone/informatore deve aver compiuto i 75 anni di età, essere nato e vissuto prevalentemente nel territorio in cui viene svolta la ricerca.
Prendere l'appuntamento: presentarsi spiegando cosa stiamo facendo e lo scopo dell'intervista, ossia la raccolta di storie di vita.
Come fare l'intervista: poche domande lasciando libero l'intervistato di spaziare tra i suoi ricordi trovandone autonomamente il senso pur avendo una linea guida con eventuali domande per l'intervista, registratore acceso dall'inizio alla fine e macchina fotografica o telecamera.

La linea guida da noi seguita per l'intervista al testimone/informatore era la seguente

  • Dove sei nato? Quanti eravate in famiglia?
  • Dove sei vissuto? Che classe hai frequentato?
  • Ti ricordi un modo per stabilire "a chi tocca" nei giochi?
  • Che lavoro hai fatto e da che età?
  • Una volta come ci si curava l'influenza, la febbre e la tosse (menego maìstro, erba séna, olio di ricino, erba de la madona o catiorà)? Altri metodi ed erbe curative?
  • Ti ricordi una preghiera di una volta in dialetto o in latino?
  • Quando capitava di cantare?
  • Vorresti cantarci una canzone di quelle che ora non si sentono più cantare?
  • Ti ricordi un fatto importante accaduto a te o ad altri quando eri giovane?
  • Hai delle fotografie del periodo di cui abbiamo parlato oggi
  • I dati anagrafici dell'intervistato (nome e cognome, data e luogo di nascita dell'intervistato e dei suoi genitori)
  • Fare una fotografia per ricordare l'intervista
  • Autorizzazione all'utilizzo e divulgazione di quanto raccolto (tutela privacy)
  • Chiedere la disponibilità a successivi incontri
  • Luogo e data dell'intervista e nome degli intervistat

 

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Le "fonti orali" che abbiamo recuperato vengono conservate in un archivio informatico nella versione originale integrale, in formato mp3 le registrazioni o in altro formato audio.
Le fotografie in formato jpeg o altro formato e i documenti in formato word o pdf.


Il lavoro successivo consiste nella catalogazione dei documenti orali e nella creazione di un indice suddividendo il materiale per tipo di appartenenza: canzoni, brani musicali strumentali, canti religiosi, storie, filastrocche, proverbi, conte ma anche ricette di cucina, rimedi curativi, procedure per la costruzione di utensili, emigrazione, giochi, preghiere, etc.

 

Ultimo aggiornamento: novembre 2019

 

 

 

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